lunedì 1 febbraio 2010

Lettera ad un cuore

"Mi dispiace.."
"Di cosa?"
"Di tutto questo.. Scusa"
"Non mi devi chiedere scusa"
"Scusa lo stesso"
"Lo sai che mi da fastidio quando le persone mi chiedono scusa"

"Ti chiedo scusa anche per averti chiesto scusa, ma è questo che sento di dirti.."




Già.
Perché chiedo continuamente scusa, se poi tutto quello che so fare è rifare la cosa per cui mi sto scusando?
Perché non riesco a trovare un modo per far sparire il male che ti circonda e, al contrario, te ne procuro altro?


Sono arrivato a farti piangere, a farti incazzare, magari anche a deluderti. A spegnerti.

Non conosco il motivo del mio comportamento, perché non conosco i meccanismi che mi fanno funzionare. Non mi conosco. Non so prevedermi, non ascoltarmi. E non so il perché.
 Forse, a mio modo, sono uguale a te; cresciuto troppo in fretta con la necessità di fare il bambino, seppur facendolo in modo nettamente diverso da te.
Può essere che i 17 giorni di nascita prematura mi abbiano fatto mancare qualcosa, forse sono ritardato.. Forse non ci arrivo..
Forse, come dici tu sono confuso, ma a che pro saperlo, se non sono in grado di ascoltarmi?

Le uniche cose che so, è che voglio con estrema sincerità la tua felicità (Belle parole dette da uno che ti fa soffrire). Però è la verità.
Voglio che tu possa goderti una vita normale, non una vita priva di sofferenze, ma una vita che abbia anche tanta felicità. Tanti sorrisi, sostituiti a quelle lacrime.. Che anche per causa mia ti stanno solcando il viso da settimane. Desidero con tutto il cuore per te una vita piena di gioia, di sogni realizzati, di speranze esaudite.

So anche che continuo a pensare di non meritarti.. Perché nonostante tutto, sei migliore di me. Hai quel qualcosa che manca in me; mentre io non sono capace nemmeno di strapparti un sorriso senza farti piangere. Ti ho abbandonata, ferita, spenta, e non credo di meritare il tuo amore.

Ci sto provando seriamente a trovare un modo per farti tornare alla vita, nonostante i miei schifosi fallimenti. Ci sto provando, ma è dura anche per me, perché ogni mio insuccesso è un metro in più di baratro in cui mi sento cadere. E nonostante tutto continuo a sforzarmi di aiutarti.
Se un giorno riuscirò in qualche modo ad aiutarti come si deve, forse cambierò idee. 
Se non ci riuscirò, ti chiedo scusa. 
Dal più profondo del mio cuore ti chiedo scusa per ogni fallimento che provocherò, perché ti amo, e anche se sembra che le cose non mi tangano, sono importanti per me; quindi, ti chiedo scusa, per tutto il dolore e le lacrime che hai versato per causa mia, o per mia incapacità di impedire che ti prendessero.

Sperando di riuscire a migliorarmi,a renderti fiera di me e a donarti la vita che meriti.
Con amore, Marco.





 

 

 

 

 

1 commento:

  1. A me le tue lettere fanno paura.
    Brutti ricordi, lo so.
    Mi dispiace per quello che ti ho detto. Mi dispiace sul serio.
    Ma se non te lo dico io non ne esco e tu non capisci perché mi comporto così.
    Perché sinceramente non mi è facile dirti che una cosa che fai mi fa male. Perché, sinceramente, neanche lo accetto. Il mio cuore non riesce ad accettare che la persona che amo più della mia stessa vita possa farmi del male quando sto già male di mio.
    Ma sono sbagliata io, te l'ho detto.
    Stella... Non voglio parole. Non voglio scuse. Voglio solo che siamo noi. Noi e basta.
    Ho bisogno di te. Smettila di dire che sei ritardato. Alle cose ci arrivi benissimo. E so che sei un bimbo, so che hai bisogno di coccole e attenzioni. So anche che hai bisogno di stimoli per fare le cose, che a volte hai bisogno di essere guidato. Quindi seguimi, ti prego. Ho bisogno di te. Solo di te.
    Ho bisogno di sentirti accanto a me, ho bisogno di sentire che ci sei quando mi riprendo un attimo e ti racconto le stronzate che mi passano per la testa. Ho bisogno di sentire il tuo respiro ed il tuo abbraccio immaginario quando piango al telefono con te.
    E' tutto qui. Ho bisogno di te. Ho bisogno di sentire che siamo uniti, e che nulla potrà distruggerci, se non la nostra stessa volontà.
    Capito? 

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